Scopri Sant’Agata di Puglia
Sant’Agata di Puglia è un borgo medievale situato ad 800 metri di altitudine. Ottimo osservatorio e punto strategico, costruito tenendo conto dell’orografia del monte al quale è stato addossato, domina la valle del Calaggio, i confini dell’Irpinia, della Lucania e della Daunia, ed è posto proprio allo sbocco dei valichi campani verso la Puglia. Il borgo, di prevalente dominazione romana e monastica, è stato edificato sul versante sud orientale del monte, delimitato tra le due dorsali laterali e fortificato da strutture murarie, spesso coincidenti con abitazioni, intervallate da bastioni o torri.
Dal Castello sino a valle, il Borgo è caratterizzato da case con caratteristici portali, distribuite in maniera spiraliforme e piramidale tra vicoli, archi e campanili. Le strutture esterne delle abitazioni sono quasi tutte in pietra e hanno un buon grado di conservazione, anche grazie all’introduzione, nel regolamento urbanistico del Comune, della valorizzazione degli archi, portali e della rimozione degli intonaci per dare nuovamente lustro a pietre e mattoncini preesistenti. Le abitazioni non abitate e abitate occasionalmente presentano un buon grado di conservazione ed abitabilità.


Dalla sua altitudine è possibile ammirare un panorama vasto sino al confine con la Campania e la Basilicata ed è per questo che è soprannominato la Loggia delle Puglie.
Ricca di parchi naturali e aree protette e di territori boschivi quali il Bosco Monte Croce (HA 70) su cui ogni anno si sono organizzate processioni religiose, il Bosco Difesa, di 200 ettari, divenuto Sito di Importanza Comunitaria con Decreto del Ministro dell’Ambiente del 3 Aprile 2000 e le Gole del torrente Frugno uno dei più importanti siti di anfibi della Regione.
Diversi i palazzi gentilizi, i luoghi di culto, l’architettura religiosa con la presenza di tre manufatti conventuali: il convento delle Vergini (attuale albergo e museo), il convento dei Francescani Riformati (successivamente distrutto) ed il convento dell’Annunziata.

La storia del Castello di Sant’Agata riflette anche quella del paese legata principalmente alla natura del luogo che lo ospita. Il Castello era denominato nel periodo romano Artemisium, forse per il fatto che in vetta al monte vi fosse un tempio pagano. Con l’avvento del Cristianesimo, e precisamente quando nel 592 per volontà del Papa Gregorio Magno furono trasportate le reliquie della Martire S.Agata da Catania a Roma, l’Artemisium fu battezzato S. Agata in onore della Santa. La Rocca di Sant’Agata ha ricoperto nel medioevo la funzione importantissima di provincia o distretto militare – amministrativo, avendo il comando di una circoscrizione composta da un determinato numero di paesi.
Un Paese con una storia e una architettura che trasudano cultura e rimandano al passato con gli antichi saperi e le leggende assai pittoresche ma anche un paese che si può definire “arretrato”, “abbandonato” con i suoi pochi insediamenti produttivi e scarsi servizi socio sanitari.
